La città

Sin dall’antichità le popolazioni insediate nella valle del Pora hanno avuto un'economia prevalentemente agricola, pur dedicandosi alla pastorizia e alla selvicoltura.
La presenza di numerosi piccoli insediamenti rurali (Ruccà, Carbuta, Eze, ecc. ) è la testimonianza dell’esigenza delle popolazioni del luogo di controllare e di usare in modo capillare le risorse del vasto territorio.


Il paese di Calice è la risultanza della crescita di questi piccoli agglomerati ed è diventato, quale centro di fondo valle e con una strada facilmente percorribile anche per il trasporto di merci, il luogo più importante della vallata di antica vocazione agricola.
Il torrente Pora ha creato attorno al paese un’area alluvionale pianeggiante dove si sono potute realizzare coltivazioni intensive e irrigue.

Recenti ritrovamenti archeologici hanno messo in luce un sito neolitico all’aperto nei dintorni di San Sebastiano di Perti, datato a circa 8000 anni fa, che risulta essere uno dei più antichi insediamenti agricoli liguri.
Evidentemente la buona esposizione, la fertilità del suolo e la facile percorribilità del fondo valle erano caratteristiche che già nella preistoria l’uomo aveva riconosciuto a questo territorio.

Dopo una vasta occupazione della zona in età neolitica. che ha lasciato numerosissime testimonianze nelle grotte dei dintorni, a partire dalla fine del secondo millennio a.C. si assiste ad un graduale cambiamento del tipo di economia: a fianco dello sfruttamento delle risorse boschive e delle attività agro-pastorali, si incrementano gli scambi commerciali.

Il Castellaro di Rocca di Perti, chiamato anche Villaggio delle Anime, era un abitato d’altura nei pressi di Calice risalente alla prima età del Ferro. Esso doveva servire, oltre che come luogo di difesa anche per tenere sotto controllo la costa e le vie di accesso alle zone dell’entroterra.
In tempi più recenti la storia di Calice ha risentito delle vicende che hanno coinvolto i territori confinanti: questa parte del territorio del Finale si è trovata in posizione di cuscinetto tra due popolazioni liguri di grande importanza, gli Ingauni e i Sabazi.

Si deve ricordare che tra la chiesa di San Sebastiano e Calice, precisamente in località Mordeglia, si sono ritrovati i resti di un lastricato largo 4 e lungo 12 metri appartenenti ad un ponte a più arcate in grandi blocchi squadrati già ricordato da fonti medievali (Pons Paule) probabilmente di origine romana poiché situato sul percorso originario della Via Julia Augusta, aperta nel 13-12 a.C.

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